Seleziona una pagina

TECNICHE

Dopo 25 anni di pratica e studio dello shiatsu ho ancora difficoltà a dare una definizione che chiarisca ad un eventuale osservatore interessato, in maniera facilmente comprensibile, la modalità in cui questa tecnica-disciplina esplica la sua efficacia. Ed efficace lo è, in modo indubitabile.. ma efficace in cosa? E come? Vorrei citare un grande maestro italiano di shiatsu, che a suo tempo è stato anche mio insegnante, ovvero Mario Vatrini, il quale dice che il vero shiatsu è inconoscibile ed incomprensibile per chi guarda ed è palese unicamente all’ operatore ed al suo ricevente nel solo momento in cui si esplica. Il che significa che lo shiatsu è un’esperienza, una forma di comunicazione che si sviluppa a più livelli, tra chi esegue e chi riceve. Una comunicazione bidirezionale, che convoglia miriadi di emozioni, sensazioni e dati tra i due soggetti attori dell’esperienza. Ma questa è una definizione, non una spiegazione.. in quanto se devo spiegare ad un osservatore estraneo cos’è lo shiatsu di sicuro non può, questi, esserne soddisfatto dato che viene precluso a priori dall’esperienza.. ed allora? Una persona non viene da me a farsi trattare solo per scambiare dei dati, anche se in maniera singolare.. viene da me perchè soffre di un qualche malessere, fisico o psicologico, e desidera ricevere un po’ di beneficio.. allora cerchiamo di vedere un po’ meglio e spieghiamo quello che in fin dei conti è evidente. Vediamo una persona che si sdraia su di una stuoia imbottita, un tatami, ed un’altra che lo preme in zone precise del corpo con un ritmo ed una modalità che non si riscontrano in altre forme di “massaggio”. I tempi sono più lunghi, ci sono delle fasi statiche di ascolto, certe pressioni, palmo della mano o pollice che sia, sembra che debbano entrare dentro il corpo del ricevente ma nello stesso tempo non danno l’idea di essere invasive .. vediamo anche che l’operatore, che è inginocchiato a fianco del “paziente”, adotta una postura particolare: l’idea che dà è che si appoggi continuamente sul ricevente e che non utilizzi forza fisica per portare il peso delle sue pressioni, ma utilizzi il suo corpo in funzione della forza di gravità, accentuando o meno la penetrazione spostando unicamente il proprio baricentro.. ecco.. questo è “fare” shiatsu dal punto di vista dell’osservatore. Cosa succede ora? Ora noi possiamo dare anche delle spiegazioni in termini di “energia” o “meridiani” richiamando così i concetti alla base dei sistemi terapeutici orientali, ma questo viene dopo.. prima viene la pressione in sé, non dove viene esercitata o cosa va a mobilizzare, e la pressione in sé ha caratteristiche tali che da sole sviluppano degli effetti. Una pressione “perpendicolare, costante e mantenuta”, il mantra che si recita in ogni scuola di Shiatsu che si rispetti ed a cui io aggiungerei “consapevole”, esplica la sua efficacia principalmente agendo sul funzionamento del sistema nervoso autonomo riequilibrando il sistema parasimpatico con l’ortosimpatico inducendo una sensazione di marcato rilassamento. Ne beneficiano diverse funzioni: gastro-intestinale, cardio-respiratoria, epato-biliare, uro-genitale, immunitaria; l’omeostasi ed il metabolismo complessivo si riarmonizzano in modo tale da svincolarsi da un’azione troppo marcata dal meccanismo dello stress. Questo è sicuramente il primo importante “step” di un trattamento shiatsu. In questo modo una significativa quantità di “energia” viene liberata da condizioni ansiogene dove era costretta. Ora si tratta di dirigerla dove serve. E dove serve? E come faccio a capire dove serve? Siamo allo “step” numero due.. che ci riporta in alto, laddove parlavo dell’aspetto relazionale dello Shiatsu. Qui si sviluppa il “sentire” di noi operatori.. saper ascoltare le necessità ed i bisogni del nostro ricevente che, se i nostri “dieci” sensi son ben affinati, ce li sta comunicando da quando è entrato nel nostro studio.. e ce li ripete continuamente mentre appoggiamo le nostre mani delicatamente sul suo addome : non dobbiamo essere ciechi e sordi!! Ascoltiamolo il nostro ricevente!! Ora lasciamo che la nostra sensibilità si acuisca, come ci hanno insegnato i nostri “maestri”, .. si entra in quello stato particolare in cui il tempo si sospende.. un flusso di sensazioni e di immagini fluisce da non so dove all’interno di noi.. e le nostre mani cominciano ad andare quasi in automatico: pieno, vuoto.. vuoto , pieno.. sensazioni tattili.. ma non solo.. è come una sottile sensazione di corrente elettrica che passa da lui a noi e da noi a lui.. e le nostre mani si muovono quasi senza sforzo alcuno a toccare, percepire, palpare le differenti risposte del territorio che esplorano, cercando di uniformare le sensazioni; qui è molle.. qui è duro.. ma se tengo una mano qui ed una là la sensazione diventa una sola.. do uno sguardo al volto del mio ricevente.. è assolutamente rilassato.. anzi è quasi assopito: il suo respiro si è allungato e si è fatto lieve e regolare.. lo Shiatsu ancora una volta mi ha sorpreso con la sua magia!!

Ecco, ora siamo in orbita ed è ora di azionare i comandi…lo Yin-Yang.. i 5 Movimenti.. i Meridiani Energetici: tutto il sapere antico delle conoscenze energetiche orientali mi può essere ora d’aiuto per capire dove può essere individuato un blocco e come si rifletta sull’aspetto somatico.. seguo il Meridiano di Rene con pressioni puntuali ed organizzate.. ora premo sui punti Shu della schiena collegati ai nervi spinali e di conseguenza al funzionamento degli organi interni.. premo energicamente il punto 36 del Meridiano di Stomaco per far affluire prepotentemente energia in tutto il sistema.. e via via tutto ciò che ho appreso diventa la mia mappa delle stelle.. E’ un viaggio rigenerante che compio con il mio ricevente al di là di tempo e spazio.. affiorano ricordi ed emozioni.. talvolta una lacrima scivola dalle palpebre od affiora un sorriso sereno.. siamo situati ambedue in un luogo limbico che rappresenta l’unione tra il nostro sé storico e quello interiore.. e qui, nell’equilibrio tra questi due mondi, troviamo pace.

Dopo un paio di giorni ricevo un sms: “..grazie Paolo, quel fastidioso mal di testa non l’ho più avuto.. non mi sembra vero.. alla prossima..”

Spiegato lo shiatsu…??? Un po’…???

La storia della coppettazione cinese viene fatta risalire ufficialmente all'anno 281 d.C. Era da sempre stata comunque, a memoria d’uomo, un'antica pratica medica taoista ed era stata ampiamente utilizzata nelle corti della Cina imperiale fin dai tempi più antichi. Citazioni frammentarie ed aneddotiche si ritrovano sparse qua e là come tracce nei vari riferimenti riportati dell’antica cultura medica cinese. La descrizione precisa del suo utilizzo fu registrato appunto nel 218 d.C. da Ge Hong in un antico trattato chiamato “Manuale di prescrizioni per le Emergenze”.  Ge Hong era un taoista praticante, un alchimista, e un erborista medico. Era famoso durante il suo tempo come un guaritore riconosciuto e un confidente di fiducia di molti alti funzionari della Cina antica. Durante quel periodo, Ge Hong e altri uomini di medicina usavano corna di animali per praticare la coppettazione. Ecco perché in alcuni trattati medici di quell'epoca imperiale, la coppettazione veniva indicata come la” tecnica di guarigione del corno”. Si aveva notizia comunque che anche altri uomini di medicina dell’antichità nel Deserto Arabico e nel Sub-continente Indiano utilizzassero la coppettazione come uno dei loro metodi di guarigione però la certificazione documentale di questa pratica nelle regioni suddette avvenne molto tempo dopo e ciò ha portato molti ricercatori a ritenere che i primi ad utilizzarla fossero i medici Cinesi mentre invece si può ritenere che la coppettazione sia una metodica molto antica e molto diffusa in tutta l’area che va dall’estremo al medio oriente. Durante scavi e ricerche archeologiche sono stati ritrovate corna che si suppone fossero utilizzate allo scopo, nelle regioni dell’Estremo Oriente, soprattutto in Cina del Nord, in Giappone e nella penisola coreana. Durante la dinastia Tang, la coppettazione è stato il principale trattamento per la tubercolosi polmonare. E 'stato utilizzata anche in combinazione con l'agopuntura e moxibustione.Infatti, queste tre antiche pratiche mediche erano diventate il trattamento standard per le malattie polmonari croniche durante il regno della dinastia Tang. In seguito, durante la dinastia Qing, oltre alle corna di animali, viene riportato che anche altri strumenti, come tazze di bambù e ceramica, venivano utilizzati per la coppettazione che venne chiamata “i vasi di fuoco che muovono il Qi-Energia”.  In questo periodo iniziò anche l’utilizzo delle coppette “umide” tecnica che prevedeva delle piccole incisioni sulla pelle prima di effettuare la suzione di modo che del sangue defluisse dalle stesse provocando un piccolo salasso che determinava il ricambio del “sangue vecchio” dove si supponeva sussistessero delle stasi dello stesso, questa variante venne utilizzata anche nei paesi arabi dove probabilmente venne portata da alcuni viaggiatori o mercanti che avevano avuto contatti con la cultura cinese dell’epoca Qing. Questa pratica è stata descritta nel trattato medico chiamato ”Integrazione accessoria di Materia Medica” dal famoso medico Zhao Xuemin. Durante il periodo della dinastia Qing, la tecnica della coppettazione e l'agopuntura venivano inoltre integrate in una singola sessione di terapia. Delle tazze riscaldate venivano normalmente collocate sulle zone dove erano infissi aghi di agopuntura. E 'stato in questo periodo che venne redatto l’elenco delle indicazioni per cui la coppettazione poteva essere utilizzata: le principali erano i dolori alla schiena, infiammazioni dei nervi, contratture muscolari, artralgie varie ed anche il raffreddore comune. La moderna tecnica di coppettazione cinese vede usare coppette di vetro di plastica sottili.  I principi e le indicazioni di base della coppettazione rimangono gli stessi come era originariamente praticata nell'antica Cina. Oggi, disponiamo di attrezzature più tecnologiche per esercitare la coppettazione. Comunemente vengono usati dei vasetti di plexiglass con una valvola a cui è collegata una pistola a pompa per determinare il vuoto interno una volta applicata sulla cute di plastica e questo determinare una sicurezza maggiore che l’uso del fuoco rende talvolta incerta.  La storia della coppettazione cinese è una lunga storia di guarigione e di innovazione.

Citare la Medicina tradizionale Cinese fa subito venire in mente l’agopuntura, la moxibustione o certi rimedi fitoterapici molto complessi: la coppettazione è una metodica da noi meno conosciuta ma molto utilizzata nella pratica terapeutica estremo-orientale ed anche se visivamente può creare qualche perplessità, è spesso molto piacevole e rilassante per chi la riceve. Una delle prime documentazioni sulla coppettazione che ci è pervenuta risale al 300 d.C. e può essere reperita nel testo intitolato Manuale di prescrizioni per le emergenze , scritto da un erborista taoista di nome Ge Hong. Coppettazione è il termine attribuito ad una tecnica che utilizza tradizionalmente coppe di vetro, simili a quelle che utilizziamo per metterci i pesci rossi, per dire, ma di dimensioni molto inferiori, dai 4 ai 7-8 cm di diametro, che vengono applicate alla pelle dopo che al loro interno è stato creato il vuoto mediante l’uso di una fiamma che crea così la consunzione dell’ossigeno. In Cina si utilizzano anche dei vasetti di bambù precedentemente messi a bollire ed oggi abbiamo anche dei dispositivi in plexiglass entro i quali si ottiene il vuoto dopo averli posizionati sulla cute, tramite una pompa aspirante a pistola. Molti sono i metodi che un professionista può utilizzare con le coppette di vetro ed il fuoco: la più comune prevede l’uso di uno stoppino di cotone imbevuto d’alcool a cui viene dato fuoco e che viene introdotto brevemente nella coppetta prima di appoggiare questa sulla pelle.. non si percepirà alcuna sensazione di calore, tanto breve è il lasso di tempo in cui lo stoppino sta nella coppa, ma appena si appoggia questa sulla pelle subito si creerà un effetto di depressione che risucchierà il derma creando una collinetta all’interno del dispositivo. Di solito si lascia in situ per 15-20 minuti ma in certe zone, la schiena per esempio, può essere utilizzata anche la tecnica detta “mobile”, “dinamica” o a “trascinamento” che prevede l’utilizzo di olio, di sesamo, mandorla od oliva, per lubrificare la pelle dove poi la coppetta verrà fatta scorrere longitudinalmente senza che venga meno l’effetto di suzione. Di solito rimane un segno circolare più o meno marcato, anche nella colorazione, dell’effetto della depressione: molto utile per formulare una diagnosi energetica tende a scomparire in un paio di giorni.

L’efficacia della coppettazione si esplica principalmente nell’ambito algico in ogni parte del corpo in quanto la stimolazione dei sistemi sanguigni e linfatico tendono a produrre maggior perfusione dei fluidi con conseguente allentamento delle contratture muscolari. E’ efficace altresì, soprattutto con la metodica “mobile” lungo i muscoli paravertebrali, per riequilibrare il sistema nervoso nelle sindromi ansiose o per riequilibrare la pressione sanguigna. Altro ambito di utilizzo sono i ristagni polmonari con produzione di muco, nei vecchi testi cinesi trova spazio, assieme ad altri rimedi, nella cura della tubercolosi. Oggi la coppettazione (Vacuum Therapy) viene utilizzata anche nei centri estetici per ridurre gli inestetismi della pelle come la cellulite. Si ritiene che l’efficacia della coppettazione raggiunga la profondità di 5-6 cm dal derma superficiale.

La coppettazione può essere utilizzata seguendo i criteri della Medicina Tradizionale Cinese, ovvero prendendo in considerazione i Meridiani Energetici ed i loro punti oppure i Tre Riscaldatori, ma non dobbiamo dimenticare che prima di tutto è una pratica popolare e non colta e quindi anche un utilizzo più empirico là dove vediamo che serve ha indubbiamente la sua efficacia.

La Moxibustione, o Moxa, è una tecnica della Medicina Tradizionale Cinese che prevede la combustione, nella vicinanza o a contatto di zone dolenti o di punti particolari, della lanuggine, essiccata e compressa, ricavata da una varietà di Artemisia, a scopo terapeutico. La Moxa è stata, ed è, utilizzata in tutta l’Asia fin dai tempi più remoti ed è sempre stata associata all’agopuntura essendo, come appunto l’agopuntura, utilizzata, su punti specifici, per rafforzare il Sangue (Xuè) e stimolare il flusso del Qi (Energia). In effetti il carattere cinese odierno che definisce l’agopuntura, tradotto letteralmente, significa “agopuntura-moxibustione”, un po’ riprendendo uno dei concetti cardinali dell’MTC che è lo “Yin-Yang”.

Fondamentalmente ci sono due metodi di utilizzo della Moxa: metodo diretto e metodo indiretto.

Con il metodo diretto si pone una piccola quantità di lana di Moxa modellata a conetto, sul punto prescelto, dolente o specifico, e gli si dà esca con un apposito bastoncino di incenso non profumato. A questo punto possiamo scegliere ancora se attuare il metodo diretto con vescicazione o senza vescicazione. Normalmente in occidente si utilizza, per ovvie ragioni, la seconda opzione ma in Cina, ed in Oriente dove la Moxa trova utilizzo, è tutt’altro che infrequente l’utilizzo del metodo con vescicazione che prevede che il conetto di Moxa arda fin quando non si spegne da solo dando luogo appunto a vescicazione prima e ad una piccola cicatrice poi. Con il metodo della non vescicazione il conetto di Moxa viene invece rapidamente spento o rimosso dall’operatore non appena il paziente comincia a sentire il calore aumentare. In questo caso il paziente avverte una piacevole sensazione di calore che penetra in profondità senza peraltro provare alcun dolore.

Con il metodo indiretto invece viene utilizzato un sigaro di lana di Moxa compressa che una volta acceso viene avvicinato, e non sovrapposto, alla zona da trattare finché questa non manifesta un leggero rossore, segno che il punto è stato attivato. La punta del sigaro può essere avvicinata ed allontanata alternatamente oppure si può immaginare di disegnare delle circonferenze mantenendo la punta del sigaro ad un paio di cm dalla cute. Attualmente questa è la forma più popolare di utilizzo della Moxa risultando estremamente sicura ed anche piacevole.

Un modo molto comune di utilizzo della moxibustione ad azione indiretta è quello di interporre, tra un conetto di lana di artemisia e la cute, una sostanza che ne attenui il calore e che nello stesso tempo ceda microelementi utili terapeuticamente. E’ il caso dello zenzero di cui si mette una fetta spessa alcuni millimetri e con alcuni piccoli forellini: utile per problematiche allo stomaco od intestinali. Oppure si può utilizzare una fettina di aglio quando si vuole ottenere una più marcata azione rubefacente: una tecnica utilizzata nelle forme tubercolari o nelle masse dure addominali (ristagno del sangue). Ed ancora si può utilizzare del sale posto nell’incavo dell’ombelico per attenuare le coliche addominali, anche infantili, con vomito e/o diarrea. Un’altra sostanza che può essere utilizzata è il pepe bianco, mescolato a polvere di chiodi di garofano e cannella o da solo mescolato con farina, eccellente rimedio per i dolori artritici senza infiammazione con rigidità ed intorpidimento.

Un'altra forma di Moxa indiretta prevede l’utilizzo simultaneo di un ago e di un conetto di lanuggine posizionato e fatto ardere sul manico dello stesso dopo la sua infissione. Il paziente non avverte quasi il calore che riscalda l’ago e questo metodo sembra essere molto efficace nel caso di osteo-artriti.

L’utilizzo in MTC della Moxa è indirizzato a tutte quelle problematiche (dolori) che vengono esacerbate con il freddo, alle problematiche di carenza di Energia (astenia, spossatezza) ma ha un frequente utilizzo anche nelle problematiche femminili avendo una comprovata efficacia nel dinamizzare il Sangue. Uno studio fondamentale pubblicato sul Journal of Chinese Medical Association nel 1998 ha rilevato che il 75% dei feti delle donne che soffrono di presentazione podalica prima del parto, ruotavano in posizione cefalica, dopo che alla gestante era stata praticata la moxibustione su di un punto particolare di agopuntura (V 67). Altri studi hanno dimostrato che la moxibustione aumenta il movimento del feto nelle donne in gravidanza, e può ridurre i sintomi di crampi mestruali quando viene usata in combinazione con l’agopuntura. Del resto è risaputo che l’Artemisia è una pianta con comprovata efficacia emmenagoga, cioè aumenta la circolazione del sangue nella zona pelvica e l'utero e stimola le mestruazioni. Inoltre l'artemisia irradia, quando è incandescente, un calore da 500° a 600° e uno spettro infrarosso basso, che si è dimostrato molto efficace terapeuticamente negli strati più profondi dei tessuti.

Anche se la Moxa è stato utilizzato in modo sicuro in MTC per secoli, non è indicata tutti. Poiché viene usato specificamente su i pazienti affetti da costituzioni fredde o stagnanti, non dovrebbe essere usato su chi manifesti sintomi di troppo calore come febbri od infiammazioni in generale. La Moxa bruciando produce una grande quantità di fumo e un odore pungente, in Cina questo veniva considerato benefico e purificante ed inoltre serviva a tenere gli insetti lontano dalle abitazioni però per i pazienti con problemi respiratori o che non tollerano l’odore od il fumo dell’artemisia bruciata esistono in commercio anche dei sigari di carbone di Moxa che non emettono né odore né fumo.moxa-1024

Il Massaggio Cinese, da cui derivano poi le tecniche chiamate Tui Na o An Mo, è il più antico metodo manuale di guarigione naturale di cui si abbia conoscenza storica, essendo citato in vari testi antichi, alcuni risalenti all’epoca precristiana. Si è sviluppato ed è stato utilizzato ben prima dell’uso delle erbe, dell’agopuntura e di riconosciute tecniche affini. Fin dalla notte dei tempi l’essere umano ha cercato di attenuare il dolore di vario genere ed affrontare la malattia utilizzando le capacità delle proprie mani. Solo in seguito si sono sviluppati altri metodi naturali per la guarigione e la prevenzione delle varie affezioni.

Il Massaggio Cinese è efficace sia per il mantenimento della salute così come per la prevenzione alle malattie ed i terapeuti orientali ne hanno sempre tenuto gran conto nell’affrontare i disagi dei pazienti, preferendolo talvolta alle metodiche più rinomate e conosciute.

 Prima di tutto metodica popolare, il Massaggio Cinese si è coniugato poi con la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) utilizzandone le teorie portanti: Yin-Yang , 5 Movimenti e quella dei Meridiani Energetici, sia principali che collaterali, in special modo i Canali Tendineo - Muscolari, ed è caratterizzato da svariate azioni e tecniche manipolative o pressorie comprendenti manovre di digitopressione, sfregamento e frizione, spinta, trazione, impastamento, vibrazione, spremitura, percussione. Queste manovre possono essere utilizzate singolarmente o combinate assieme. Si applicano su specifici punti, meridiani, muscoli, aree articolari e zone della pelle utilizzando principalmente le dita ed i palmi delle mani ma talvolta possono essere utilizzati anche i gomiti le ginocchia a diversi gradi di forza. Il Massaggio Cinese tende a concentrarsi comunque sulla distribuzione equilibrata del Qi (energia vitale) piuttosto che sull’utilizzo della forza muscolare fine a se stessa. Apprendendo la capacità di influenzare il Qi, l’azione del praticante può essere più penetrante ed efficace. I pazienti sovente provano nel contempo la sensazione di un dolore benefico e piacevole ed avvertono immediatamente un senso di rilassamento profondo e di scioltezza articolare e muscolare.

 Il Massaggio Cinese ha normalmente quattro diverse principali indicazioni: preventiva indirizzata al mantenimento della salute con azione immunitaria, terapeutica indirizzata al sistema mio-osteo-articolare, terapeutica indirizzata agli squilibri del sistema nervoso ed all’alterazione dell’umore e di auto-guarigione quando utilizzato su sé stessi, può inoltre comunque offrire molti benefici anche in ambito sportivo ed estetico. Il Massaggio Cinese può essere integrato a volte con olii ed unguenti a base di estratti di erbe che possono rendere la sua azione ancora più efficace.

Azioni del Massaggio Cinese:

Attivando il sistema dei Meridiani Energetici il Massaggio Cinese ristabilisce l’equilibrio tra la parte alta e la parte bassa del corpo in termini di circolazione sanguigna e linfatica, inoltre riequilibra la funzionalità interna di organi e visceri con la percezione sensoriale esterna modulando il meccanismo dello stress.

Ha forte influenza sulla risposta nervosa e biochimica: si evidenziano cambiamenti nella produzione di endorfina e serotonina a livello cerebrale ed in quella del potassio a livello intra ed extra cellulare.

Molti punti trattati singolarmente influenzano l’attività para od orto simpatica del Sistema Nervoso Autonomo come per esempio il punto Ren Zhong (26VG) che ha una decisa risposta cardiovascolare utilizzato per i collassi e le sincopi mentre il punto Zhu San Li (36St) invece induce una forte risposta gastrointestinale con attivazione parasimpatica.

Anche l’auto massaggio (chiamato anche Do In o Dao In) è molto efficace nel trattare sintomi vari spesso fastidiosi come un mal di testa oppure la nausea del mal d’auto oppure l’insonnia.

Gua Sha è un trattamento medico usata nella medicina cinese e in tutto il Sud-est asiatico. In Indonesia la tecnica si chiama Kerik, in Vietnam Cao Yio e in Laos Khoud Lam.

"Gua" significa raschiare o strofinare. "Sha" è il termine che sta ad indicare la rossastra eruzione cutanea che si verifica come risultato della raschiatura. Sha si riferisce anche al ristagno di sangue nei tessuti sottocutanei che si manifesta appunto con petecchie ed arrossamenti cutanei dopo lo sfregamento.

La tecnica Gua Sha prevede la lubrificazione preventiva della pelle con dell’olio (tradizionalmente un olio denso come può essere quello di arachidi tradizionalmente utilizzato in Oriente ma altrettanto bene va quello di mandorla dolce oppure anche quello d’oliva) e l'utilizzo di uno strumento maneggevole e con taglio smussato come un cucchiaio, meglio se di porcellana come quelli usati in Cina, oppure strumenti appositi che possono essere spatoline piatte di corno di bufalo o di pietra dura (giada) che l’operatore utilizza per eseguire delle sfregature ripetute secondo dei percorsi precisi che causano appunto arrossamento o ecchimosi. Le zone più comuni per il trattamento sono le aree yang del corpo come la schiena, il collo, le spalle, i glutei o gli arti. Meno frequentemente, ma con lo stesso ottimi risultati, si possono trattare il torace e l'addome. Il Gua Sha può essere utilizzato, con una metodica molto dolce e senza provocare ecchimosi, anche nel viso a scopo cosmetico per contribuire ad aumentare la circolazione sanguigna e linfatica ed ottenere l'elasticità, la compattezza e la luminosità della pelle.

Le ecchimosi e le petecchie che si manifestano durante un trattamento tendono a scomparire nel giro di 2-3 giorni e l’intensità del loro colore determina alcune valutazioni diagnostiche. Se lo Sha è molto leggero di colore indica una carenza di sangue e quindi debolezza da tonificare. Se lo Sha è di un rosso vivo ed intenso, significa che la stagnazione del sangue è in fase di aggravamento ma non è ancora penetrata in profondità nel corpo. Se lo Sha è nero o di colore viola indica stagnazione cronica del sangue. Se lo Sha è marrone, ci possono essere secchezza nel corpo e una carenza di fluidi. Uno Sha rosso scuro è indice di calore. Lo Sha è sempre comunque un buon segno di detossinazione e di rilascio di calore.

Il Gua Sha è usato nel trattamento, nonché a scopo preventivo, del comune raffreddore, dell’influenza, della bronchite, dell’asma e nel trattamento del dolore acuto e cronico. Viene anche utilizzato, come già detto, per disintossicare il corpo e portare il calore in eccesso e le tossine alla superficie del corpo che così vengono rilasciati.

Quando viene utilizzato per gli stati algici muscolari può determinare una sensazione immediata di scarsa reattività muscolare associata a stanchezza che tende però a dissolversi rapidamente. Come già detto il Gua Sha ha una indicazione particolare nell’alleviare la febbre e l’infiammazione delle vie respiratorie, e per queste condizioni risulta estremamente efficace in combinazione con l'agopuntura o la coppettazione.

Il Gua Sha è stimolante per il sistema immunitario, disintossica, aumenta la circolazione, regola la funzione degli organi, normalizza i processi metabolici, rimuove il ristagno e allevia il dolore. Dopo un trattamento di Gua Sha, il paziente di solito sente una sensazione di cambiamento di stato o di rilassamento muscolare soprattutto se prima c'era dolore. Durante il trattamento sovente avviene sudorazione che è il segno che il corpo sta rilasciando tossine presenti all'interno dell’organismo. Il Gua Sha rivitalizza, ringiovanisce, aiuta a ridurre lo stress, la fatica e le forme gravi di esaurimento. Il Gua Sha rilassa il corpo e aiuta a liberare la mente ed i sensi. Il Gua Sha è un trattamento semplice, ma incredibilmente efficace per molti disturbi ed è per questo che è stato utilizzato in Cina e nel Sud-Est asiatico per migliaia di anni.