Shiatsu

Tokujiro Namikoshi *

“Il cuore dello Shiatsu è come

il puro affetto materno;

la pressione delle mani fa scorrere

le sorgenti della vita”

Shizuto Masunaga *

“… Se mettete la mano su un punto, o tsubo,

e seguite con le dita quei percorsi

che chiamiamo meridiani,

avvertirete l’eco della vita.

Se riuscirete ad interpretare
questa sensazione

la malattia sembrerà dileguarsi… “

Mario
Vatrini
 *

“…Quello che noi facciamo,
durante un trattamento,

 è un lavoro che chi guarda da fuori
non può capire.

Quello che succede avviene solo tra noi,

che portiamo la pressione,

e la persona che la riceve.

Nessun altro può esserne partecipe,

 e chi preme, se attua vero Shiatsu,

stimola funzioni che, pur non rivelandosi,

 producono profondi cambiamenti

in colui che riceve…”

Lo Shiatsu

Lo Shiatsu è una tecnica manuale che si sviluppa in Giappone ai primi del ‘900 come evoluzione di precedenti metodiche manuali tradizionali e si afferma successivamente grazie alla figura del M° Tokujiro Namikoshi come approccio soprattutto antalgico e sintomatico apparentemente slegato dal contesto culturale classico e più allineato alla visione terapeutica occidentale. E’ però la figura del M° Shizuto Masunaga, psicologo ed allievo di Namikoshi prima ed insegnante nella sua scuola poi, a rivoluzionare lo Shiatsu che riprendeva i concetti classici del Kanpo, o Medicina Cinese, unendoli ad una visione moderna che contemplava tratti di psicologia e neurofisiologia e riportava l’essere umano e non la malattia al centro “della cura”.
G
Il gesto da meccanico diventò armonico e l’ascolto ed il rispetto del ricevente diventarono fondamentali come fondamentale diventò anche la considerazione e la consapevolezza che a monte di un disagio anche fisico vi erano cause emozionali e retaggi famigliari disarmonici senza tuttavia debordare in uno psicologismo di maniera, ma mantenendo una visione olistica che sempre rifletteva le caratteristiche del pensiero classico orientale.

COS’È LO SHIATSU

  • SHIATSU in giapponese significa letteralmente “premere con le dita” e questo essenzialmente viene eseguito durante un trattamento SHIATSU: l’operatore attua, sul corpo della persona che le riceve distesa a terra su di un “tatami”, una serie di pressioni che principalmente vengono effettuate con il pollice, ma anche con le altre dita, con il palmo delle mani, con il pugno e talvolta anche con il gomito od il ginocchio. Le pressioni vengono effettuate alternando la posizione prona, supina, laterale o seduta a seconda delle esigenze del momento. Di rado queste pressioni sono dolorose perché questo non è il loro scopo.

 

  • Non si tratta di intervenire su di una situazione patologica o di ridurre una contrattura o un’infiammazione ma bensì di seguire lungo il corpo il percorso di uno o più meridiani, specifici flussi energetici, che variamente alterati possono generare le situazioni sopra citate.

 

  • Abbiamo nominato la parola “meridiani” perché lo SHIATSU è sicuramente debitore della ricca cultura terapeutica rappresentata dalla Medicina Tradizionale Cinese che attraverso la mappatura del corpo umano in 12 canali energetici principali, più altri minori collaterali, ci dà un incredibile griglia di lettura del concetto di salute e ci offre svariati metodi terapeutici per mantenerla, il più noto dei quali è sicuramente l’agopuntura.

 

  • L’analogia comunque termina qui, perché laddove l’agopuntura è vero e proprio atto terapeutico, lo SHIATSU si offre come fonte di sostegno affinché il sofisticato meccanismo umano ritrovi la forza e la capacità di auto riequilibrarsi attraverso lo sblocco delle tensioni che ne ostacolano la funzionalità.

 

  • Le pressioni nello SHIATSU vengono portate perpendicolarmente all’asse del corpo e vengono mantenute ciascuna per alcuni secondi e, con il particolare ritmo che assume il trattamento, possono provocare un lieve torpore a cui è opportuno non opporsi.

 

  • Rilassarsi è la parola d’ordine, solo così si avrà la possibilità di mettere in moto una serie di processi biochimici che attenueranno gli effetti dello stress continuo a cui siamo sottoposti, troppo spesso a nostra insaputa, oltre limiti pericolosi.

 

  • Lo SHIATSU si riceve vestiti: è opportuno indossare abiti leggeri possibilmente senza cerniere o bottoni per non ostacolare l’azione dell’operatore.

 

  • È meglio effettuarlo a digiuno o dopo uno spuntino leggero lontano comunque da caffè, alcolici o altre sostanze alteranti.

 

  • È molto utile in gravidanza così come in situazioni di disagio emotivo. Non è alternativo, anzi può essere in parte compensativo ad una eventuale terapia farmacologica di chi lo riceve.

HUANG TI NEI CHING SU-WEN

(testo medico cinese del II° secolo A.C)

“….chi eccelle nella conoscenza

del TAO trae lo yang dallo yin

e lo yin dallo yang; con la destra

tratta la sinistra e con la sinistra

tratta la destra. Attraverso sé

stesso conosce gli altri. Attraverso

l’aspetto manifesto conosce quello

latente. Osservando le basi

dell’eccesso e del difetto, percepisce

l’elemento sottile e individua l’errore.

I suoi metodi non sono nocivi…”

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Apporta evidenti benefici al sistema nervoso, a quello circolatorio sanguigno ed a quello linfatico esplicando talvolta un’evidente azione drenante dei liquidi in eccesso.

  • È controindicato, con riserva, a chi ha forme degenerative gravi, ferite non rimarginate, a chi è nella fase acuta di un trauma o a chi ha febbre alta.
  • Di solito occorrono 5\6 sedute per avvertire gli effetti benefici dello SHIATSU ma talvolta anche una sola può bastare a rendere l’idea.
  • Accostatevi senza timore a questa pratica che riflette millenni di saggezza orientale diretta al benessere psicofisico dell’individuo.
    Sarete sicuramente in “buone mani”

BUONO SHIATSU A TUTTI

- Paolo Moschi